FAQ

F.A.Q.

Che cos’è la paradontite?

La parodontite è una malattia a base infiammatoria del parodonto, caratterizzata dalla perdita e riassorbimento dell’osso alveolare. Questa malattia, subdola ed in alcune circostanze rapidamente progressiva, nasce come evoluzione di una gengivite, infiammatoria localizzata alla gengiva propria e reversibile. Il paziente, generalmente non è in grado di accorgersi di ciò che lentamente avviene nella sua bocca, almeno per quanto riguarda i settori posteriori. Con maggiore facilità rileva lente modifiche che si notano a livello dei denti frontali quali, ad esempio, l’apertura dei diastemi conseguenti a migrazioni dentali, la formazione di recessi gengivali, l’ipertrofia di una papilla, l’arrossamento di un margine gengivale, sanguinamento  spontaneo o provocato.

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Come si cura la paradontite?

Un ablazione con ultrasuoni e uno scaling root-planing e il primo passo da seguire in ogni patologia parodontale. Con lesioni limitate questo trattamento è spesso sufficiente a risolvere il problema, in presenza di tasche infraossee, deve necessariamente essere associato ad altri soluzioni terapeutiche. Una via d’accesso chirurgica con scollamento del tessuto gengivale è necessaria per rimuovere tutti i depositi subgengivali. Questo intervento, in presenza di riassorbimento osseo orizzontale o riassorbimento verticale non trattabile con tecniche rigenerative è fondamentale per evitare un ulteriore perdita di tessuto di supporto. In Oral Technique nei casi di riassorbimento ossei a carattere reversibile (tasca ossea a tre pareti) viene effettuato un trattamento di rigenerazione dell’osso. Da più di quattro anni il nostro gold standard è l’impiego congiunto di particelle di bioss, sostituto osseo di origine bovina con caratteristiche di similarità all’osso umano e di una membrana Biogide in collagene di origine suina in doppio strato. Questo protocollo promuove una rigenerazione ossea affidabile ed un eccellente integrazione tessutale.

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Perchè è importante l’igiene dentale periodica?

L’igiene dentale è una pratica dentistica necessaria per avere denti sani e forti. Va effettuata dal dentista che utilizza tecniche e strumenti appropriati per rimuovere a fondo la placca e il tartaro che si formano nonostante una sistematica e attenta pulizia con lo spazzolino.

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Ogni quanto tempo va fatta l’igiene dentale?

Vi raccomandiamo di effettuare il trattamento di igiene dentale una volta ogni 6 mesi per avere sempre una bocca sana.

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Quali funzioni svolge l’igienista?

Il ruolo dell’igienista, spesso sottovalutato nella routine quotidiana, è di fondamentale importanza.
Si occupa di svolgere attività di prevenzione e sensibilizzazione sul tema dell’igiene dentale spiegando in modo chiaro ai i pazienti come utilizzare correttamente gli strumenti per l’igiene orale quotidiana (spazzolino e dentifricio, filo interdentale, scovolino). Attraverso le sue capacità empatiche e comunicative crea un clima di fiducia, li sensibilizza sull’importanza delle cure medico-dentistiche e offre consigli su abitudini che possano salvaguardare la salute dei denti e del cavo orale.
Si occupa anche di effettuare la pulizia dentale professionale periodica, che include la pulizia dei denti dai depositi duri (ablazione del tartaro) e dai depositi molli (placca batterica) su entrambe le arcate dentali. Procede poi a ripulire i denti dalle piccole macchie utilizzando una specifica pasta abrasiva dalle proprietà sbiancanti e alla successiva lucidatura delle superfici dentali ed esegue la fluoroprofilassi, attraverso l’applicazione di mascherine al fluoro che hanno lo scopo di rinforzare e rimineralizzare lo smalto dei denti.

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Lo spazzolino elettrico è migliore di quello manuale?

Lo spazzolino elettrico, grazie al moto oscillante e rotatorio delle setole, svolge un’azione più profonda rispetto allo spazzolino tradizionale se viene usato nel modo giusto. Vi consigliamo l’utilizzo soprattutto per i bambini perché segnala anche il tempo da dedicare allo spazzolamento dei denti.
Per beneficiare dei vantaggi dello spazzolino elettrico è fondamentale usarlo correttamente. Chiedete al vostro dentista di illustrarvi le regole per un corretto utilizzo.

Perchè sento dolore quando bevo bevande calde o fredde?

L’ipersensibilità al freddo e al caldo è un sintomo molto comune, spesso sottovalutato dal paziente. È dovuto all’esposizione della dentina, lo strato del dente che racchiude la polpa ed è fisiologicamente sensibile, perché attraversata da tubuli che contengono fibre nervose. La dentina normalmente è coperta dallo smalto e dalla gengiva, per cui non è a contatto con l’ambiente orale.
Ci sono però diversi fattori che possono determinare una minore protezione della dentina, esponendola agli stimoli che innescano il dolore:

  • L’abrasione determinata da uno spazzolamento troppo vigoroso o dall’utilizzo di spazzolini eccessivamente duri
  • Un eccessivo consumo di bevande o alimenti acidi, come yogurt, bevande gassate, succhi di frutta o spremute di agrumi oppure all’utilizzo prolungato di colluttori particolarmente acidi o in soggetti che soffrono di reflusso gastrico o disturbi del comportamento alimentare (anoressia o bulimia).
  • Il bruxismo, o digrignamento notturno o l’accumulo di placca sulle superfici radicolari.

Nel caso in cui avvertiste questo sintomo vi consigliamo di non trascurarlo e rivolgervi al vostro dentista di fiducia per evitare il danneggiamento del dente.

Impronta dentale digitale: cos’è?

L’impronta dentale digitale è un metodo di rilevazione dell’impronta attraverso uno scanner intraorale in grado di fornire in tempo reale un’immagine 3D dell’arcata dentale del paziente.
A differenza del metodo tradizionale, che causava fastidi quali nausea e soffocamento in molti casi, l’utilizzo di questa tecnica migliora decisamente il comfort dei nostri pazienti ed aumenta la precisione della rilevazione e riduce i tempi di lavoro.

Cos’è la devitalizzazione? è dolorosa?

La devitalizzazione del dente (asportazione della polpa dentale) viene praticata in caso di carie particolarmente avanzata ed ha il grandissimo vantaggio di salvare il dente senza estrarlo.
Le moderne tecniche di anestesia locale che applichiamo nel nostro ambulatorio consentono di eseguire un trattamento endodontico (chiamato anche “devitalizzazione”) senza dolore e ansia, anche nei casi in cui la polpa infiammata sia ancora sensibile. In seguito alla seduta o alle sedute necessarie al trattamento potrebbe esserci un indolenzimento della zona che può essere trattato efficacemente con un comune analgesico e che col passare delle ore tende a risolversi spontaneamente.

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Ho l’alito cattivo, da cosa può dipendere?

Nel 90% dei casi la causa dell’alitosi è in bocca: accumulo di placca batterica sulla superficie dei denti, irritazione delle gengive, ridotta idratazione della mucosa orale (bocca secca) ma può dipendere anche da problematiche dell’apparato digestivo o dell’apparato respiratorio.

Quando devo cambiare lo spazzolino?

Lo spazzolino deve avere setole dritte, integre e di pari lunghezza. Non appena queste caratteristiche si perdono (setole piegate, aperte) lo spazzolino va cambiato (generalmente da 1 a massimo 3 mesi).
Si consiglia l’utilizzo dello spazzolino con setole di durezza media e, nel caso di paradontiti, quello a setole morbide ed extrasottili.

Come va pulita una dentiera?

Le protesi mobili vanno innanzitutto sciacquate sotto acqua corrente per rimuovere i residui di cibo poi vanno immerse in soluzioni disinfettanti specifiche e spazzolate con uno spazzolino delicato avendo cura di raggiungere anche gli spazi interdentali. Se non vengono ricollocate in bocca, devono essere asciugate e riposte in contenitori porta protesi. Non vanno mai lasciate in acqua, poiché l’umidità favorisce lo sviluppo di batteri.

Lo sbiancamento fa male ai denti?

Lo sbiancamento professionale non fa male ai denti se viene effettuato da specialisti e con prodotti di ottima qualità. Nel nostro ambulatorio effettuiamo una valutazione attenta della situazione di ogni singolo paziente attraverso una visita odontoiatrica volta a valutare la condizione di salute del cavo orale e dei denti e facciamo precedere lo sbiancamento da una sessione di igiene orale.

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L’uso del filo interdentale è sempre necessario?

Sì, è sempre necessario per la pulizia degli spazi interdentali. Nelle persone affette da parodontite può essere sostituito da uno scovolino interdentale e dall’uso dell’idropulsore.

Come prevenire le carie dei bambini?

Per prevenire la carie nei bambini bisogna intervenire su due fronti: una corretta igiene orale e una sana alimentazione.
È necessario iniziare a lavare i denti dei bambini sin dal primo dentino e con molta cura. Insegnate ai vostri figli come spazzolare in modo corretto i denti e supervisionateli finché non siano in grado di farlo autonomamente in modo responsabile, assicuratevi inoltre che lo facciano due volte al giorno per almeno due minuti.
Per quanto riguarda l’alimentazione, cercate di limitare il loro consumo quotidiano di cibi a base di amido e bibite gassate (i batteri presenti nella placca si nutrono di zuccheri) e inserite nell’alimentazione cibi ricchi di nutrienti come frutta e verdura (aiutano la saliva a mineralizzarsi.

È utile sigillare i denti dei bambini?

Le sigillature dei solchi dei molari permanenti sono un ottimo strumento di prevenzione della carie. I primi molari permanenti sono i primi denti che vanno incontro a carie poiché spesso i piccoli hanno difficoltà a pulirli bene. L’efficacia della sigillatura si attesta attorno all’87% a tre anni e consiste nella chiusura dei solchi dei molari con delle resine. È poi necessario sottoporre i bambini a visite di controllo periodiche ogni sei mesi per valutare l’integrità delle sigillature.

Che cos’è un impianto dentale?

Un impianto dentale è una vite in titanio chirurgico che viene inserita nell’osso mascellare e sostituisce così la radice del dente mancante. Una volta posizionato si integra all’osso diventando con l’osso stesso un’unica struttura (questo processo è detto osteointegrazione).
Sulla vite viene poi inserito un elemento in ceramica che riproduce il dente.
L’implantologia è un intervento risolutivo se praticato con professionalità e competenza con un’accurata indagine sulle condizioni ossee del paziente per massimizzare le possibilità di successo.
In Oral Technique, siamo specializzati nel riposizionamento osseo e nell’esecuzione del grande e piccolo rialzo del seno mascellare nei casi in cui non sussistano le condizioni per l’inserimento degli impianti.

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Esiste il rigetto degli impianti?

Il materiale degli impianti è titanio chirurgico, che è assolutamente biocompatibile riducendo al minimo il rischio di “mancata osteintegrazione”.

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Quanto dura un impianto dentale?

Mediamente gli impianti durano 12/15 anni, ma la loro durata dipende molto dalla qualità dell’igiene orale del paziente, dall’abitudine al fumo, dalla comparsa di malattie sistemiche, dal tipo di protesi effettuata.

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È doloroso mettere un impianto?

La chirurgia implantare viene eseguita in anestesia locale ed è del tutto indolore. Il dolore post-chirurgico viene tenuto sotto controllo attraverso la terapia antibiotica e anti-infiammatoria per qualche giorno. Nella maggior parte dei casi è possibile tornare immediatamente alle abitudini quotidiane.

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È davvero così essenziale rimettere un dente estratto?

La perdita un elemento della nostra dentatura può creare una serie di problemi se non viene sostituito. Principalmente ciò che avviene è uno spostamento dei denti limitrofi che tenderanno ad inclinarsi verso lo spazio lasciato vuoto diminuendo così la propria stabilità. Questo fenomeno di migrazione può interessare anche i denti antagonisti (quelli immediatamente sotto o sopra il dente perso) che, come sai, cercano possibilmente un nuovo contatto. Tutte queste modificazioni possono portare ad una alterazione della masticazione tale da determinare col tempo anche l’insorgenza di problematiche articolari e dondolamenti dentari.

Quali sono le cause e conseguenze del ”digrignare i denti”?

L’atto involontario di digrignare i denti, detto bruxismo è un disturbo molto diffuso che si manifesta solitamente durante il sonno. Può causare lo sfregamento e la conseguente usura delle due arcate dentali, mettendo in pericolo la naturale fisiologia della dentatura.
Il bruxismo non solo accelera il processo di deterioramento dentale, ma riflette le sue conseguenze negative anche sull’apparato muscolo-scheletrico causando cefalee e numerose patologie. Una diagnosi precoce del bruxismo può evitare la creazione di danni permanenti ai denti.
Nei casi di bruxismo l’utilizzo del bite è estremamente efficace ed evita il danneggiamento dei denti per l’effetto del digrignare.
Nonostante non sia stata ancora individuata un’origine specifica per il bruxismo, la medicina ritiene che questa patologia sia correlata a stati di tensione, di ansia e/o di rabbia repressa.

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Gli impianti condizionano l’utilizzo di un pacemaker?

No, gli impianti non hanno alcun effetto elettromagnetico e quindi non rappresentano un pericolo per il funzionamento di un pacemaker.

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Con una protesi su impianti posso addentare e mangiare normalmente?

Si, indipendentemente dal tipo di protesi che verrà fatta sugli impianti, potrai mangiare e parlare normalmente come con i tuoi denti naturali. Infatti l’impianto sostituisce la propria radice, e la struttura e la corona sopra l’impianto sostituiscono il dente naturale stesso per consentire una piena funzionalità masticatoria.

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